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2256 minuti
Per anni, la serie Civilization ha dominato incontrastata il genere dei giochi 4X a tema storico, offrendo un’esperienza in cui il giocatore guidava una civiltà dalla preistoria al futuro. Pochi altri titoli hanno osato sfidare il colosso di Firaxis, e ancora meno sono riusciti a proporre alternative realmente valide. Humankind, sviluppato da AMPLITUDE Studios (già noti per la saga Endless, con Endless Legend ed Endless Space), è una di queste rare eccezioni: un gioco che non si limita a emulare Civilization, ma introduce innovazioni significative, tanto da ridefinire il genere.
[h3] La firma di AMPLITUDE: un’eredità di profondità e innovazione [/h3]
Chi ha giocato ai titoli Endless sa che AMPLITUDE Studios ha sempre puntato su una combinazione di meccaniche profonde, world-building affascinante e un sistema di gioco che valorizza la flessibilità e la strategia a lungo termine. Endless Legend ha dimostrato che un 4X può essere tanto un’esperienza narrativa quanto un gioco di strategia, mentre Endless Space ha portato l’esplorazione e il combattimento spaziale a nuove vette di complessità e immersione.
Humankind attinge a questa esperienza per creare un gioco in cui il passaggio da un’epoca all’altra non è un mero avanzamento tecnologico, ma un’evoluzione culturale dinamica e significativa. A differenza di Civilization, dove si sceglie una civiltà all’inizio e si prosegue con essa per tutta la partita, Humankind permette di adottare nuove culture in ogni era, combinando elementi storici in modi sempre nuovi.
[h3] Il cuore del gioco: l’evoluzione culturale [/h3]
L’idea alla base di Humankind è che nessuna civiltà nella storia è rimasta identica a sé stessa per millenni. Laddove Civilization lega i giocatori a una fazione specifica sin dall’inizio, qui si ha la libertà di trasformare il proprio popolo nel tempo. Si può iniziare come Egizi, adottare l’eredità dei Romani in età classica, diventare Giapponesi nell’era industriale e finire come Americani nell’età moderna. Questa fluidità permette di personalizzare ogni partita, dando al giocatore un maggiore controllo sulla propria visione di progresso.
Questo sistema non è solo un cambio estetico: ogni cultura apporta bonus, tratti unici e strategie specifiche, incoraggiando un approccio più dinamico e meno prevedibile rispetto a Civilization.
[h3] Un sistema di combattimento più strategico [/h3]
Se c’è un punto in cui Humankind supera Civilization senza riserve, è il sistema di combattimento. Invece di risolversi con scontri semplici tra unità su una casella, le battaglie si svolgono su mappe tattiche in cui il terreno e le formazioni giocano un ruolo cruciale. Questo aggiunge un livello di profondità che mancava nei titoli Firaxis, rendendo le guerre meno prevedibili e più coinvolgenti.
Anche la gestione dell’esercito è più flessibile: le unità non combattono come singoli pezzi sulla mappa globale, ma si raggruppano in armate che possono essere dispiegate con maggiore strategia. Questo evita il micromanagement frustrante tipico di alcuni capitoli di Civilization, permettendo un’esperienza più fluida e tattica.
[h3] L’importanza dell’influenza e dell’ideologia [/h3]
AMPLITUDE ha ereditato da Endless Legend un sistema di fazioni e ideologie ben stratificato. In Humankind, le decisioni non si limitano alla diplomazia o alla guerra, ma influenzano la cultura e la coesione sociale del proprio popolo. Si può scegliere di costruire un impero altamente autoritario o una civiltà fondata sulla libertà e il progresso scientifico, con conseguenze tangibili sullo sviluppo e le relazioni con gli altri imperi.
Il sistema di reputazione e influenza gioca un ruolo chiave, permettendo di espandere il proprio dominio non solo con la forza, ma anche con la cultura e la diplomazia. Se Civilization ha introdotto la victory condition culturale come alternativa alla guerra, Humankind porta questo concetto a un nuovo livello, rendendolo un aspetto centrale del gameplay.
[h3] Dove può ancora migliorare? [/h3]
Nonostante le innovazioni, Humankind non è esente da difetti. Alcune meccaniche, come la gestione delle città e delle risorse, risultano meno rifinite rispetto alla concorrenza. La difficoltà dell’IA è ancora altalenante, con avversari che a volte prendono decisioni poco logiche o si espandono in modo casuale. Inoltre, la mancanza di leader iconici con personalità definite può far perdere parte del fascino che Civilization mantiene grazie ai suoi personaggi storici ben caratterizzati.
Infine, anche se il sistema di cambiamento culturale è innovativo, può risultare meno soddisfacente per chi preferisce un’esperienza più tradizionale, dove la progressione di una civiltà mantiene una coerenza più rigida nel tempo.
[h3] Conclusione [/h3]
Humankind non è semplicemente un’alternativa a Civilization, ma una visione alternativa del genere 4X storico. AMPLITUDE Studios ha preso quanto di meglio aveva imparato con la serie Endless e lo ha applicato a un contesto storico con idee fresche e un gameplay che premia la flessibilità e l’adattabilità.
Pur non essendo perfetto, e con margini di miglioramento per quanto riguarda il bilanciamento dell’IA e la gestione delle città, Humankind dimostra che esiste spazio per l’innovazione nel genere 4X. Se Civilization VII sembra essersi smarrito cercando di imitare Humankind, quest’ultimo ha già trovato una propria identità solida.
Per chi ama i giochi di strategia e vuole un’esperienza che premi la libertà di scelta e la diversità culturale, Humankind è un titolo che vale la pena esplorare. Se Firaxis vuole davvero mantenere la sua posizione dominante nel genere, dovrà prendere seriamente in considerazione quanto AMPLITUDE ha realizzato qui.
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