Tempo di gioco:
320 minuti
Una sufficienza risicatissima posso pure concedergliela, ma proprio non ci siamo. Il gioco è carino (meglio se giocato contro tre avversari anziché uno contro uno) e molto facile da intendere, tuttavia si è rivelato estremamente carente sotto ogni aspetto: ecco l’ennesimo esempio di un’idea con un immenso potenziale, ma che è stata sviluppata in modo banale.
Il gioco si chiama Love Letter… ma dov'è, concretamente, questa lettera d’amore? La dinamica dovrebbe essere quella di intercettare l’avversario in modo che sia solo la nostra dichiarazione a essere recapitata alla Principessa; a conti fatti, però, la partita pare solo uno scontro tra varie figure di corte, dove i valori numerici di ogni carta e la fortuna sfacciata sono gli unici fattori in grado di tracciare la differenza. Oltretutto, se nella partita è coinvolta la Principessa stessa, che senso ha che tutti gli altri si sbattano a farle giungere la lettera? La Principessa è l’unica che avrebbe dovuto restare fuori dagli intrighi… e non sarebbe stata affatto male una breve animazione in cui si vede la nostra lettera, o quella avversaria, che giunge fino a lei. E invece niente di tutto questo. Durante la partita, infatti, non si fa mai nessuna allusione ad alcuna lettera; l’unico riferimento è nel titolo del gioco.
Il più grande punto debole di Love Letter è insito nel numero di carte. In ogni mano se ne possono avere solo due, il che obbliga spessissimo ad affidarsi completamente alla sorte oppure a eseguire mosse obbligatorie che il giocatore sa già che si riveleranno un autentico suicidio. Il bluff è ridotto al minimo: con appena due carte a disposizione e mosse praticamente obbligate o affidate completamente al cul… ehm, fondoschiena, l’abilità strategica di ingannare l’avversario è inutile o assente. Se ci fosse stata la possibilità di tenere in mano molte più carte, sicuramente ci sarebbe stato molto più spazio per il bluff e per strategie di ogni tipo… invece quasi tutto è stato lasciato unicamente in mano alla sorte.
Anche moltiplicare le figure coinvolte nella lotta avrebbe migliorato notevolmente la dinamica di gioco. E non venite a dirmi che non si sapeva chi rappresentare in aggiunta ai personaggi già esistenti! Le possibilità sono a dir poco vastissime. Ci sono dei sacerdoti che rivelano una carta in mano all'avversario? Perché non aggiungere un Vescovo o un Cardinale che svela la prossima carta che finirà tra le dita di un altro concorrente? Anche altre figure religiose come l’Abate, il monaco o il frate sono sicuro che avrebbero potuto trovare altrettanto bene il loro ruolo. Ci sono delle guardie che possono intercettare la lettera di un altro spasimante se riescono a indovinare chi ce l’abbia? Perché non inserire un Capitano delle guardie, con il potere di bloccare due o tre personaggi allo stesso tempo? E non dimentichiamo il cavaliere; quella sì che sarebbe stata una figura graditissima! Ci sono una Contessa (purtroppo assolutamente inutile) e un Barone? Perché non includere anche un Marchese e una Duchessa, ciascuno con il proprio potere? Ci sono le domestiche? Perché non comprendere anche la nutrice, il precettore, lo scudiero, il cuoco, il giocoliere? E invece di mettere in gioco pure la Principessa, che è l’unica che non dovrebbe intervenire (in quanto colei che riceve la lettera), perché non sostituirla con la Regina? Mi sarebbero piaciute anche figure ambigue nel mazzo, tipo la strega, il boia o il buffone, che non si sa mai se davvero aiuteranno e che potrebbero rivelarsi degli alleati pericolosi, ma anche delle spade a doppio taglio. E si potrebbe andare avanti ancora molto a lungo.
Di possibilità per migliorare la qualità e la quantità di carte disponibili ce n’erano a bizzeffe, ma si è scelto di non strafare… anzi, di fare molto meno del minimo; si sarebbe potuto creare un capolavoro sotto ogni punto di vista, invece si è preferito lasciare che la più maestosa delle aquile, in grado di solcare i cieli più alti, zampettasse tra le galline al pari di un qualunque pollo. Uno spreco colossale, stratosferico a dir poco. Se, pur sapendo tutto questo, riuscite in qualche modo a farvelo andare bene lo stesso, allora procedete all'acquisto solo quando sarà in offerta a meno di un euro; pagarlo di più sarebbe un vero spreco di soldi. E allora… altro che lettere d’amore! Le uniche lettere da scrivere sarebbero quelle di querela!
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