Tempo di gioco:
801 minuti
Preciso che nel momento in cui sto iniziando questa recensione, nella mia testa non è ancora ben chiaro se cliccherò il punsante " SI' " o "NO" per quel che riguarda il consigliare o meno il gioco; questo perchè la mia esperienza col titolo prodotto ed edito da Shark Punch è stata davvero altalenante.
Preso durante i saldi estivi in virtù dello sconto sullo shop di Steam, il gioco si colloca, sulla carta, nel genere action/strategico, con un sistema di controllo punta e clicca, veloce ed intuitivo e visuale "tattica" dall'alto con grafica stile cartonesca, ma davvero ben fatta.
E' proprio l'aspetto estetico che, dopo la titubanza iniziale, ha fatto centro a tal punto da convincermi all'acquisto, con i personaggi ben caratterizzati, e un level design tutto sommato più che valido.
Senza voler spoilerare nulla della trama, che c'è e fa da filo conduttore per l'intera vicenda (seppur non toccando mai chissà quali picchi di eccellenza), The Masterplan vi vedrà a capo di una banda di rapinatori, inizialmente composta da due fratelli, ma espandibile in seguito assoldando nuovi scagnozzi/e dal proprio quartier generale; ogni componente del team avrà tre statistiche (se non erro), vita, velocità di movimento e mira, espresse in stelle (da un minimo di 0 a un massimo di 3). Più abile sarà il criminale, più soldi richiederà aggiungerlo team.
Il denaro, utile per assoldare crew come anche per comprare attrezzatura da usare nel colpo successivo, lo ricaverete ovviamente dalle rapine effettuate...le prime saranno basilari e vi serviranno come tutorial per imparare le meccaniche del gioco ma poi, andando avanti, si complicheranno sempre di più (arrivando in alcuni casi al limite del frustrante), richiedendo un approccio "tattico" sempre più attento, ma che verrà poi ripagato da bottini più sostanziosi.
Apro qui una parentesi, che io vedo come un contro, ma su cui altri potrebbero chiudere un occhio senza dubbio: parlando di meccaniche, il gioco forza ad adottare un approccio stealth.
La componente caciarona "spacco bottiglia, ammazzo famiglia!" c'è (non mancano infatti le armi da fuoco), ma se effettuato vi porterà nel 99% dei casi al fallimento; entrare nei casinò, nelle banche, ecc.. ad armi spianate non è qualcosa di fattibile, a causa di telecamere e guardie di sicurezza che, se noteranno un'eccessiva attività sospetta, non esiteranno a chiamare rinforzi. Una volta scattato l'allarme in 30 secondi arriverà la polizia, in versione Terminator, con armi e resistenza fisica degne di un robot da guerra, e contro tali avversari potrete fare ben poco, anche se sarete armati fino ai denti.
Questo tramuta tristemente il gioco in qualcosa di più simile a un puzzle game, dove in sostanza dovrete star attenti ai pattern fissi di movimento di guardie e telecamete, per trovare il modo di aggirarli senza dare nell'occhio; un vero peccato in fondo, perchè più varietà di approccio non avrebbe guastato.
Ciò nonostante The Masterplan si lascia giocare e prende fino alla fine, a patto che vi piaccia il genere si intende, ma il fattore rigiocabilità rasenta lo 0, proprio a causa dello schema fisso dei livelli; una volta che li avrete superati con successo nulla vi invoglierà a riprenderli in mano, ad eccezione forse dei crash, che si presenteranno di tanto in tanto, facendovi perdere lo stato di avanzamento della missione.
Il gioco infatti non presenta sistema di checkpoints nelle missioni, il che vuol dire che se creerete casino per un click errato o una distrazione a rapina quasi ultimata, e verrete uccisi, il livello andrà rigiocato da capo.
Nel gioco è inoltre presente il permadeath per i personaggi, per cui occhio a quello che fate.
Questo è un punto che io apprezzo particolarmente quando viene implementato nelle meccaniche di un gioco, perchè richiede una maggiore attenzione in ciò che si fa e perchè fornisce maggiore immedesimazione. In The Masterplan però esso si traduce in un effetto "c'è e non c'è", in quanto facilmente aggirabile; basta infatti ricominciare la missione dove abbiamo perso una o più unità per ritrovare la squadra al completo. Solo proseguendo alla rapina successiva, nonostante si abbiano subito perdite, il nostro team subirà effettivamente le defezioni; sta al giocatore quindi decidere il proprio approccio, più hardcore se si accetta di pagare gli errori con la perdita di uomini della banda o più casual se si riprova semplicemente la rapina da capo.
Nel complesso definisco il titolo di Shark Punch come "piuttosto controverso".
Lo consiglio, perchè alla fine ha saputo regalarmi alcuni momenti di qualità richiedendo non poco impegno per essere portato a termine, ma sono altrettanto convinto che molte altre persone lo stroncherebbero senza grossi se e ma.
Per gli amanti dei puzzle game, o per chi magari apprezza il background criminali/rapine e cerca un simil strategico con quella ambientazione, ma che è disposto ad approcciarlo senza troppa puzza sotto il naso.
Dovessi dare un VOTO direi un onesto 6,5.
[h1]NB:[/h1]Mi trovate su YouTube, Raziel's Channel all'indirizzo https://www.youtube.com/channel/UC8mjStAGRGo-5SV9K205NBw
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