Tempo di gioco:
411 minuti
Un gioco che ha oramai tanti anni sulle spalle e che fa parte del mio backlog immane. Finalmente ho deciso di affrontarlo e devo dire che mi aspettavo di peggio.
Siamo un robottino cowboy che arriva in una cittadina nel pieno del deserto per intraprendere una missione mineraria che ci porterà a scavare nelle profondità della Terra, per poi scoprire che negli abissi qualcosa ci attendeva da tempo…
Lo stile grafico ha una forte personalità, con un piacevole senso di solitudine che vede il giocatore mai costretto a fare corse contro il tempo, lasciato libero a esplorare con calma il mondo di gioco. Il passo quindi è quello del giocatore, che può esplorare e perdere tempo nell’andare in giro dove vuole e come vuole.
Dal punto di vista della solitudine e delle sensazioni mi ha ricordato un poco D/Generation (quello vero per Amiga, non il demake buggato che vendono qui su Steam).
In pratica lo scopo è quello di esplorare le miniere sotto la cittadina, facendosi strada verso il basso a suon di picconate liberando il percorso dalle rocce che ostruiscono alcuni passaggi. In realtà non è tutto un picconare senza un domani, ma cercare un percorso a piacere per discendere nelle profondità, dove ogni tanto si incorre in passaggi verso grotte in cui è possibile ottenere nuove abilità, tra cui il doppio salto (il gioco è a tutti gli effetti un metroidvania*) o vene particolari che rilasciano minerali da rivendere in superficie per poter acquistare gadget/potenziamenti/abilità sempre più utili, tra i quali i miglioramenti del piccone o i supersalti al vapore, o delle statistiche del personaggio (armatura ed energia). I minerali venduti inoltre rappresentano punti esperienza che permette al personaggio di salire di livello come se il titolo fosse un RPG: ad ogni livello acquisiremo o potenzieremo una nostra abilità
Avanzando si metteranno le mani anche su un trapano per poter distruggere rocce particolarmente dure da scalfire e un pugno utile per uccidere i mostri sotterranei o per scavare rocce su pareti altrimenti irraggiungibili.
Man mano che si scende in profondità le rocce diventano più dure da picconare o trapanare, per cui bisogna tornare in superficie per aumentare la capacità di danno dei nostri strumenti.
Il trapano e il pugno hanno bisogno di acqua come combustibile, la quale si trova dentro alcune pozzanghere sotterranee e ricarica un serbatoio in nostro possesso (di capacità potenziabile), alla Mario Sunshine.
Forse l’aspetto più tedioso del gioco, soprattutto nelle fasi intermedie, è la distruzione di rocce che richiedono 6-7-8 picconate man mano che si scende in profondità (il numero di picconate richieste dopo una certa profondità è indicato sulla minimappa), per cui farsi strada diventa a volte un processo in cui si schiaccia in continuazione il tasto B del pad. Verso la fine però la soddisfazione di demolire roccia con 1-2 picconate è notevole… tanto che mi è capitato di avere voglia di avviare il gioco per ripulire tutte le caverne come se fosse una droga.
Non c’è molto altro da dire, se non che il gioco prevede l’esplorazione di una caverna principale alla fine della quale essa si collega ad un’altra caverna che arriva fino in fondo e in cui si svolgeranno gli eventi finali che porteranno di nuovo alla caverna principale per poter sbloccare un portale. Il backtracking è utile per poter raccogliere i minerali precedentemente saltati e alcune sfere luminose che permetteranno di acquistare le robe migliori nel negozio. In queste fasi l’esplorazione è ancora più divertente perché si ritorna dove si era stati prima con tutta la preparazione necessaria.
La durata “normale” penso che sia sulle 5 ore. Io ce ne ho messe di più perché mi sono impegnato ad acquistare tutto l’acquistabile per sbloccare l’achievement relativo, anche se era inutile ai fini del gioco, e in modalità leisure. La difficoltà è bassa (compresa la parte finale che però richiede un impegno leggermente superiore nel platforming), ma secondo me giusta, perché permette di godere meglio l’esperienza senza diventare mai frustrante.
Altro piccolo difetto è la storia, davvero dimenticabile, che serve solo come pretesto all’esplorazione.
Musicalmente direi che siamo dalle parti dell’anonimato.
In questi anni il gioco in sconto si trova davvero a poco, anche meno di 3 euro, per cui è praticamente regalato quando capita.
6.5/10
* in realtà ho la sensazione che questa dichiarazione sia contestabile. Non ho in mente un solo punto lungo tutta l'esperienza in cui sia davvero necessario acquisire qualcosa per superare un ostacolo, tranne forse il supersalto in un paio di circostanze, ma troppo poco.
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