Tempo di gioco:
1399 minuti
Death Rally è un top-down racer sviluppato ed edito dalla finlandese Remedy - per intenderci, la stessa software house che ha sfornato capolavori come Max Payne/Max Payne 2 e che ha dato vita, in tempi più recenti, all'ottima franchise di Alan Wake.
Death Rally nasce come remake dell'omonimo arcade racer 2D, edito dalla Apogee nell'ormai lontanissimo '96 - un gioco che mi è particolarmente caro, trovato quasi per caso su un CD contenente una raccolta di shareware della gloriosa Apogee (tra i vari giochi spiccavano piccole gemme come i vari Commander Keen, i gloriosi Duke Nukem in 2D da cui è partito tutto... roba per palati fini insomma!!!)
Premetto che non è mai facile recensire un remake come Death Rally, per diversi motivi.
Il pericolo principale è quello di lasciarsi prendere la mano e annebbiare la mente dalla nostalgia dei tempi passati e ricadere nel proverbiale "giochi così non ne fanno più" - e diciamoci la verità: il rischio in questo caso è particolarmente presente, in quanto il primo Death Rally era DAVVERO solido, con un gameplay divertente e un'altissima giocabilità.
Inoltre, per quanto un confronto diretto tra i due titoli sia inevitabile e sacrosanto, non possiamo a mio avviso prescindere nei nostri giudizi dal contesto in cui questi sono nati.
Fatte queste doverose premesse posso iniziare la recensione vera a propria.
Death Rally mantiene intatto il nucleo di gioco del suo antenato: il personaggio principale ha a disposizione un garage con un buon numero di auto, ognuna con diverse caratteristiche di manovrabilità, velocità e resistenza ai danni. All'inizio la scelta ricadrà forzatamente su un catorcio (che la 126 anni '80 di mia zia pare una Lotus in confronto), ma raccogliendo le apposite "parti" durante le varie corse si potranno sbloccare bolidi via via più potenti e tamarri.
Il denaro ci permette di potenziare le nostre auto nei tre parametri sopra citati (entro comunque un limite, che riflette le caratteristiche dell'auto stessa); i modi per accumularlo sono molteplici e vanno dal piazzamento in gara alla raccolta durante la corsa, oltre ovviamente alla distruzione delle macchine degli altri concorrenti.
Sì perché come il nome suggerisce, Death Rally è anche (o meglio soprattutto) questo: un sanguinoso deathmatch in cui l'obiettivo più divertente è quello di fare saltare in aria le altre auto in maniera insensata sfruttando il nutrito arsenale di armi a nostra disposizione (sbloccabili in modo simile alle vetture); cosi potremo sganciare proditoriamente una mina sul cofano di un avversario troppo insistente - possibilmente mentre sta chiudendo la curva! - oppure crivellarlo di colpi con la nostra mitragliatrice rotante, o ancora devastarlo con una salva di cattivissimi missili ricercanti. E non dimentichiamo il lanciafiamme - perché è bene ricordarlo, niente dice "ti voglio bene" al nostro avversario come un getto di napalm incandescente nel c**o!
Oltre alle normali corse su tracciato, la maggior parte dei quali è sbloccabile alla stessa maniera delle auto e dei potenziamenti, vi sono alcune modalità di gioco differenti richiamabili dalla dashboard. Nei deathmatch ad esempio il nostro unico obiettivo sarà quello di frantumare gli avversari nel periodo di tempo concesso raccogliendo le munizioni disponibili; la maratona, opzione molto rara e invero abbastanza noiosa, prevede il completamento di 42 giri di tracciato (in luogo degli usuali 3/5) senza l'utilizzo di alcun tipo di arma; vi sono poi altre piccole variazioni sul tema "corsa" in cui potremo utilizzare solo un particolare tipo di auto/arma, o ancora dei testa a testa con avversari particolarmente forti sui quali dovremo avere la meglio in un solo giro.
Non posso ahimè giudicare la bontà di tutte queste modalità nel multiplayer, in quanto le lobby a più di tre anni dall'uscita del gioco sono ovviamente deserte come il Milano-Lecco delle 21.22. L'intelligenza artificiale (faccio fatica a definirla in questo modo parlando di un gioco di corse, ma sempre tale rimane) è generalmente onesta, ma raggiunto un certo livello di potenziamenti la sensazione di sfida viene un po' a mancare, anche ad alti livelli di difficoltà (a parte alcune occasioni, che non voglio andare a spoileralvi).
In single player il gioco regge bene per una decina di ore o poco più, dopo di ché l'unico vero obbiettivo sarà quello di completare gli achievement più difficili - a questo proposito ve ne sono alcuni davvero senza senso che richiedono DECINE E DECINE di ore di gioco in cui vi sconsiglio caldamente di cimentarvi... roba che porterebbe anche un bot al suicidio.
A livello grafico il gioco si discosta dall'originale per l'ovvio utilizzo del 3D; i modelli delle auto sono molto ben fatti, avrei forse gradito una maggiore quantità e varietà nel numero dei tracciati, per quanto quelli presenti siano gradevoli e ben dettagliati. Il gioco gira egregiamente anche su macchine non propriamente equipaggiate per il gaming, e questo è forse dovuto al fatto che il gioco è in realtà un porting da piattaforme mobile (Android/IOS per cui è uscito nel 2011).
Qui si apre un capitolo a parte, che a quanto leggo dalle varie recensioni sembra stare molto a cuore allo zoccolo duro dei nostalgici. Molti si lamentano ad esempio dell'auto-fire, caratteristica non presente nel gioco originario introdotta molto pobabilmente per sopperire alle limitazioni nei controlli imposte dagli smartphone. Personalmente non la vedo una questione così importante e gamebreaking, in quanto l'utilizzo delle armi vere e proprie (lanciafiamme, carabina, etc) resta comunque sotto controllo del giocatore; inoltre non vedo, in generale, un impoverimento dovuto alla natura ibrida del gioco, se non forse il minutaggio delle corse (spesso staremo sotto il minuto/minuto e mezzo per completare una gara).
Per quanto riguarda il comparto musicale non ho molto da dire, sicuramente sulla musica si poteva fare di più ma risulta tutto sommato onesta, benché ripetitiva.
Da segnalare il fatto che si sia provato ad abbozzare una storia intorno al nostro personaggio... personalmente non mi sembra che un espediente del genere fosse necessario e la trovo abbastanza superficialotta - detto questo, lo stile "comic strip" con cui viene presentata (Max Payne docet?) è tutto sommato carino e il tentativo artistico merita certamente un plauso.
Concludendo, non me la sento di mettere in croce questo gioco per i motivi che molti hanno esposto nelle recensioni; sì, alla lunga può essere noioso e sì, probabilmente non spicca per profondità, longevità o originalità... detto questo è in grado comunque di garantire alcune ore di sano (se per voi distruggere auto può essere considerato tale) divertimento, soprattutto agli amanti del genere.
E' in particolare a questi ultimi che va il mio appello: date una chance a questo gioco, e soprattutto affrontatelo con la mente libera da preconcetti!
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