Tempo di gioco:
695 minuti
In Iron Marines, avremo il piacere di giocare nei panni di una Samantha Cristoforetti versione bionda, armata fino ai denti ed ansiosa di usare tali armi per sfogare sui poveri alieni anni di passività subita da gente che le criticava i capelli "laccati".
Ora, questo già basterebbe per annoverare il titolo tra i giochi da possedere. Tuttavia, devo dare una parvenza di professionalità alla recensione, per cui procediamo con l'elencare qualità un po' più corpose.
Partendo dalla roba mondana: se amate le "scemenze" come quella sopra citata, l'intero titolo è una miniera strabordante di reference e citazioni di ogni sorta, dalla fantascienza cinematografica, alla "cultura" pop più in generale, compresi videogiochi indie e non tra i più celebri sulla piazza. In questo, il gioco è una vera delizia per gli occhi.
Per quel che riguarda il gameplay, parliamo di una via di mezzo tra un RTS classico ed un Moba: quest'ultimo, si evince dall'onnipresenza degli immancabili eroi di turno, che ovviamente spaziano tra i tank ignoranti ed i più articolati supporter\ADC. Anche se, il tutto è molto semplificato (gli eroi hanno tutti una passiva e soltanto due abilità attive, invece delle classiche quattro).
Ciò che rende l'utilizzo degli eroi straordinariamente impattante nel gioco è la possibilità di essere "richiamati" e teletrasportati altrove, linea di vista permettendo. E questo permette sia di coprire repentinamente zone del campo di battaglia vulnerabili, sia di creare delle piccole Combo (Ad esempio, la succitata Samantha, amo farla piombare proprio nel bel mezzo di un gruppo folto di nemici, per poi sterminarli con l'apposito attacco ad area).
L'aspetto più classico degli RTS viene invece coperto dai punti di controllo presenti sul campo di battaglia: molto simili nel funzionamento ai punti di controllo di WordlShift (Che probabilmente conosciamo in Italia soltanto io e gli autori), sono poco più che delle caserme "semoventi", potenziabili a suon di torrette, scudi e difese fisse varie.
A proposito di caserme: parliamo dell'oramai classico "Pochi, ma buoni". Questo sia per il tetto massimo di unità schierabili, sia per il ruolo delle unità stesse. Per gli indecisi, ci sono gli omonimi combattenti del gioco, ma ovviamente ci sono truppe e macchine ben più specializzate.
Comunque, non aspettatevi chissà quanta profondità: alla fine le truppe costituiscono poco più che dei muri di carne e acciaio, a supporto di ciò che fa veramente danni. Oltre agli eroi, il gioco offre due sistemi di macrogestione: il primo, è l'immancabile albero tecnologico, sviluppabile con i punti esperienza della situazione offerti al completamento di una missione.
Il secondo, è un tantinello più complicato: grazie a dei crediti, sarà possibile acquistare dei supporti secondari. Anche qui: si va dalle genuine cannonate, alle più articolate armi di disturbo, come magazzini di risorse extra che esplodono se distrutte, mine congelanti, truppe-mortaio ed altre cose improbabili... Ciò che rende quest'ultimo aspetto del gioco estremamente delicato, è che parliamo di risorse limitate: i supporti impiegati in una missione, non saranno recuperabili in alcun modo, se non acquistandone altre una volta accumulati nuovi crediti. Quindi il rischio di consumare a vuoto preziose risorse faticosamente accumulate di missione in missione è estremamente alto, assieme al rischio opposto di venir traditi dalla parsimonia e perdere la missione a causa delle braccine corte... Insomma, come nella vita reale, occorre trovare un buon compromesso tra lo spendere "soldi" at mentula canis ed il fare gli Zio Paperone di turno.
E questo è quanto: come detto, il punto forte del gioco è la "sfiziosità" di cogliere tutti gli "Easter Egg" succitati... Ma, quelli, lascio che li scopriate per conto vostro (non spoileratevi nulla sugli Archievement!) Ora scusatemi: dobbiamo sabotare un convoglio alieno carico di Lacca extraforte per SamaNO TI PREGO! POSA QUELLE ARMI: SCHERZAVO! SCHERZA(esplosione)
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